Vela: con Luna Rossa a Auckland

Luna Rossa

Davide Burchiellaro per  Panorama del 11 novembre 1999 ©A.Mondadori editore

LUNA ROSSA MOLLA LA RANDA CHE ANDIAMO AL PUB

Sommario: Partite di golf, serate in birreria, ma anche la scuola d’ inglese
per i bambini e lo shopping ad Auckland. Scene di vita quotidiana
della squadra che ha risvegliato la regata-mania.

«Se pòl Cayard, podémo anca noialtri»: ora che l’ equipaggio del Luna
Rossa ha concluso imbattuto il primo round eliminatorio delle regate
di Auckland, lo slogan coniato in stretto triestino dal lupo di mare
Vasco Vascotto comincia a suonare ben augurante. E alla base del team
Prada, al 163 di Halsey street, un piccolo italico popolo di capitani
coraggiosi, bambini e penelopi gioisce e spera che l’ avventura
cominciata nel ’97 da Patrizio Bertelli si concluda con la vittoria
sui neozelandesi di Black Magic, detentori dell’ America’ s Cup. Ma
tra Luna Rossa e il traguardo della 30esima edizione della Coppa (per
raggiungere il quale “mister Prada” ha staccato un assegno da 90
miliardi) ci sono ancora tre mesi di virate e strambate (riquadro a
pagina 267). Intanto però il tifo velico degli italiani, sopito dai
tempi del Moro di Venezia, si è ridestato. Il popolo degli sportivi
da poltrona, deluso dalla Ferrari, converge sul 24 metri di Bertelli,
mentre nei bar si discute di skipper e l’ “orzata” cessa di essere
solo una bibita passata di moda. E monta la curiosità. Chi sono quei
ragazzi che ruotano verricelli alla velocità della luce? Come si
allenano? Come vivono mogli, figli e fidanzate, costretti alla
trasferta neozelandese? La risposta è all’ interno del porto di
Auckland, diventato in due anni l’ America’ s Cup Village, una sorta
di Beverly Hills della vela mondiale. Con nove container da 12 metri,
Bertelli più che una base ha approntato uno showroom che ospita le
due Lune da competizione (23,80 metri di lunghezza con albero di 34
metri). Le architetture hi-tech in grigio-rosso disegnate da Pier
Luigi Cerri, confinano con la base di AmericaOne di Paul Cayard,
verso il quale Bertelli nutre una certa antipatia (“Ha assunto un
atteggiamento da bambino viziato”). Lo stile della base è “Prada
oriented”, ovvero austero e ferreo, si circola in elegante divisa
blu. Il piccolo esercito Prada vive tra questo Cape Canaveral della
vela e l’ Hotel Heritage, edificio sul quale Patrizio Bertelli ha
investito “molti miliardi”. Qui, in suite dotate di cucina e
idromassaggio, abitano i velisti italici. Incluso l’ uomo chiave,
Francesco de Angelis, 39 anni, detto “O ‘ bbarone”, skipper del Luna
Rossa. Cinque volte campione del mondo, è napoletano insolito:
schivo, introverso, magro. Figlio di un pediatra partenopeo si è
avvicinato alla vela da adolescente sovrappeso e brufoloso, per poi
mettersi a studiare agraria. Ha un fratello designer di gioielli a
Parigi ed è molto superstizioso: a bordo del Luna Rossa porta uno
zainetto dal contenuto scaramantico. Con lui ad Auckland c’ è Corinne
Crespi, damigella brianzola con la quale lo skipper ha due figli,
Pietro e Paolo, sei e tre anni. Poi c’ è Torben Grael, 39 anni, il
tattico. Amico di de Angelis, mente dell’ equipaggio, “quello che
annusa il vento”. Nato a San Paolo, Grael ha vinto tre olimpiadi, ama
la birra, il salamino di cinghiale ed è chiamato “Fenomeno”. Intorno
alla coppia vincente, 26 uomini (anche se in barca ne salgono solo
16) che si muovono veloci tra verricelli, spinnaker, randa e fiocchi.
Su tutti spicca l’ estroverso Mauro Stanzani, 28 anni, gestore d’
osteria a Bologna. Porta un tortellino d’ oro al collo e da quando è
ad Auckland si è fatto prendere dalla febbre del golf: “Me lo posso
permettere, il green costa solo 5 dollari l’ ora”. Fare sport
“ricreativi” è uno dei pochi diversivi dell’ equipaggio: molti, come
Torben Grael, Ciccio Celon e Lars Borgstrom, fanno parte di una
squadra di ciclismo. Il prodiere Paolo Bottari si è iscritto alla
maratona di Auckland e alterna al footing le letture Adelphi e la
musica etnica. Poi ci sono i surf-addict tra cui Stefano Rizzi, Alex
Sirena e Simone de Mari. La loro spiaggia è Piha beach, dove è stato
girato il film Lezioni di piano. Altri ancora vanno a cavallo nell’
isola di Waiheke. Ma i ritagli di tempo sono davvero pochi per gli
atleti, divisi tra l’ allenamento e le famiglie. Alle 6 di mattina
sono già in palestra, la più tecnologica del villaggio, allestita
all’ Heritage dalla Technogym. Poi fanno un pieno di energia da 4-5
mila calorie: colazione con spremute, miele e marmellate su
indicazione del nutrizionista Lorenzo Somenzini e alle 9.45 sono già
nel golfo di Hauraki, per la regata o per l’ allenamento. Alle 7 e
mezzo di sera, a barca disarmata, cena mediterranea (Bertelli ha
fatto importare parmigiano e prosciutto di Parma, in barba alle leggi
doganali), una videocassetta e alle 9.30 tutti in branda. “Vita dura
la loro? A noi va peggio” lamentano mogli e fidanzate del team. Per
le famiglie italiane (76 persone, tra signore e 40 ragazzini da 0 a
14 anni) e per le altre penelopi internazionali, le donne americane
hanno organizzato un ritrovo il mercoledì sera, in un locale cubano.
Le più snob fanno corsi di inglese, altre approfittano dell’ Italian
film festival, rassegna organizzata da tal Silvia Filasto, sedicente
attrice che propone opere tipo Il Ciclone di Pieraccioni. I
ragazzini, invece, si dividono tra gli asili e le scuole come la
Bayfield school, dove studiano inglese e fanno rugby. Il resto del
tempo libero le famigliole lo passano tra i chioschi del Village dove
spopola il merchandising del McDonald’ s del boma, Dennis Conner, che
ha esteso il marchio del suo scafo Stars & stripes a mutandine e
sfere di cristallo con neve che cade. Un business, quello del
chiosco, che porta una media di 150 mila turisti a weekend e che
rende 7 milioni di dollari neozelandesi al giorno (circa 7 miliardi
di lire). Ma anche uno svilimento dello spirito marinaro che Bertelli
rifiuta con sdegno: “Noi non si vende” ha fatto sapere all’
equipaggio: “Se vendete anche solo una maglietta vendete voi stessi”.
Austerità pradese anche la notte: si esce solo il sabato. Birra e
musica all’ aperto al Loaded Hog o al Left Field, locale per ciurme e
rugbisti. Poi ci sono i locali dei singoli team, appena cresciuti
lungo la mondana Queens street: lo Stars & Stripes pub, il Black
Magic, l’ America One pub. E anche Luna Rossa, ristorante aperto da
un sardo trapiantato. Contro il quale però, si è già abbattuta l’ ira
di Bertelli. Lui, il boss, ai ristoranti non pensa. E non tira tardi.
Ogni giorno esce con Ulisse, un Sangermani di 20 metri, giunto via
nave e ormeggiato provocatoriamente davanti alla base di Cayard.

Didascalia: Il team del Luna Rossa durante l’ allenamento ad Auckland. # Sopra,
il prodiere Paolo Bassani all’ Hotel Heritage. # A destra, Marco
Capitani, addetto al tender. # Il Luna Rossa del team Prada, 23,80
metri, procede # di bolina durante una regata ad Auckland. # Lo scafo
sta per iniziare # il secondo girone eliminatorio della Louis Vuitton
Cup. # Luna Rossa in azione: sulla barca, 16 uomini di equipaggio. #
Doug Peterson, designer del Luna Rossa, con Bertelli. # Cino Ricci.
L’ ex di Azzurra, commenta le regate su Raidue. # Tre immagini di
Luna Rossa in regata. Nella foto in basso, il # recupero di un membro
dell’ equipaggio caduto in mare # Torben Smidth Grael, 39 anni,
brasiliano. E’ il tattico Prada. # Francesco de Angelis, 39 anni,
skipper di Luna Rossa. # Matteo Piazzi, navigatore del Luna Rossa. #
Mauro Stanzani, 28 anni, grinder, al Devenport Golf Club. # Luna Rossa perde lo spin in gara. Ma vincerà lo stesso.

 

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