Stefania Rocca è Viol@

Davide Burchiellaro per Panorama ©Mondadori 10/09/1998

Le schermate azzurre di Internet illuminano la pelle diafana e il
corpo nudo di Stefania Rocca, in Viol@, ultimo film della giovane
regista Donatella Majorca in concorso a Venezia. Una storia di
torbido erotismo che esplora le potenzialità comunicative della
Grande Ragnatela, svelando però anche gli aspetti più rischiosi e
isolanti dell’ attaccamento alla tastiera. La scelta della
protagonista di questo cyberthriller non poteva che cadere sulla
Rocca, già testata come donna bionica in Nirvana da Gabriele
Salvatores. Fascino sottile, lineamenti leggermente androgini e sex
appeal raffinato, la venticinquenne attrice cuneese ha messo molto di
sé nella parte di Viola. “Ho una propensione a chiudermi in
solitudine, una solitudine non depressiva, ma riflessiva che mi
accomuna molto al personaggio. Durante questi momenti vado alla
scoperta di me stessa, per cercare di crescere” confessa Stefania
Rocca a Panorama. E proprio come Viola, che passa calde notti
digitando messaggi audaci collegata alla chat line erotica, anche
Stefania ama Internet e il mouse: “In casa ho tre computer. Ci passo
ore perché trovo Internet un mezzo rivoluzionario. Ormai uso la posta
elettronica più del telefono”. Secondo la Rocca, la Rete rappresenta
al meglio la sua generazione: “Le sue difficoltà di comunicazione, l’
incapacità di parlare liberamente, la repressione. In fondo Internet
è per noi quello che fu l’ eroina negli anni Settanta, con aspetti
positivi di liberazione e molto negativi di assuefazione. In rete ti
scopri a dire cose che non diresti a nessuno”. Ma l’ attrice assicura
di farne uso modico, cliccando soprattutto siti per bibliomani.
“Anche perché” dice “il computer ti toglie la dimensione fisica, il
contatto di pelle, il sesso, che per me è molto importante”. Così
importante che non disdegna di farlo sul set. “Davanti alla cinepresa
una persona è sempre nuda. Se accetto un personaggio lo accetto in
toto anche con la sua dimensione erotica. Ma non per i fini
commerciali o voyeuristici di qualcuno, per me stessa”. Così l’
attrice, dopo il ruolo di cybermaniaca, si è espressa al meglio anche
nel ruolo di Gina, disinibita ragazza suburbana dai mille amanti,
nell’ ultima fatica di Anna Negri, In principio erano le mutande

girato tra i carrugi genovesi.

 

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