Intervista ad Ale e Franz

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Davide Burchiellaro per  Panorama del 12 maggio 2005 ©A.Mondadori editore

 Più seri di quanto si possa sospettare, sono credenti, bacchettoni e
sarcastici. Nel mirino della coppia finiscono Prodi, Bossi, D’Alema,
la tv urlata. Chiacchierata tragicomica con due italiani surreali e
ipercritici.

Uno è interista «attapirato», l’altro milanista euforico.
Il primo è di sinistra con riserve, il secondo cattolico fervente.
Uno è pessimista, l altro ottimista. Bastano pochi tratti a capire
perché Alessandro Besentini (il pelato), 34 anni, e Francesco Villa,
38, in arte Ale &Franz, rappresentino così bene gli italiani. Li
hanno conquistati «a piccoli passi zen», come dicono loro, dalla
panchina del palco di Zelig. E ora incassano: la ricerca Notorietà e
immagine della società Tns Infratest registra il gran balzo del duo:
noti nel 2002 al 14,8 per cento degli italiani dai 14 anni in su, nel
2005 sono al 51,1 per cento. E negli indici di bravura e simpatia
sono accanto al geniaccio Roberto Benigni. Alla vigilia del tour
estivo, che partirà il 30 giugno, Panorama si è seduto sulla panchina
con loro. Strano clima oggi, eh? Ale: Qui è un casino. Franz: Qui è
un casino. C è afa, nebbiolina, ‘sto clima ti sfinisce. Ale: Siamo in
zona c… amari. La politica è dominata dall economia. Negli anni
Ottanta chi sapeva di non avere soldi lo sapeva, adesso, con l oppio
delle rate tutti pensano di averceli. Dovendo fare posto sulla
panchina, vi spostate a sinistra? Ale: Cosa sono destra e sinistra?
Franz: L unico comunista credibile è Ale. Tutti i comunisti che ho
intorno sono ipocriti e ricchi. Ma non voto a destra. Umberto Bossi
arriva al parco… Franz: Tel chi che l è rivà… Ale: Gli dico di
non appiccicare sulla panchina gli adesivi della Lega. Sorrido e lo
guardo. Al parco spesso ci sono persone più pittoresche che
pericolose. Che cosa chiedereste se arrivasse Silvio Berlusconi?
Franz: Di vincere il campionato. Ale: Gli direi: di non vincere il
campionato. … a Romano Prodi? Ale: Di formare una sinistra più
allegra. Qui c è Massimo D Alema che ci mette 60 anni per dire una
cosa noiosa. … a Girolamo Sirchia? Franz (non fumatore): Sarà
ricordato come il censore antifumo, ma alla fine ci toccherà
ringraziarlo. I giornali parlano di fecondazione assistita, e voi?
Ale: Mi farei assistere da una ragazza di bella presenza. Meglio se
non è mai stata in tv. In realtà ho due figli e penso che la natura
non debba essere forzata. Franz: Sto cercando un figlio, in teoria
potrei aver bisogno della legge. Ma ho fede e ci sono due cose nella
vita che non decidi tu: la nascita e la morte. Alla panchina si
avvicinano Antonio Ricci e Paolo Bonolis. Aria di rissa. Franz: Ohi
ohi… Ale: Ci sono risse dove si può intervenire. Qui volan troppe
sberle. Franz: Una rissa con i media a disposizione. Forse era meglio
che si fossero detti: «Ci vediamo fuori, dalla tv». Ospiti a Sanremo,
il film «La terza stella», la popolarità… Momento delicato. Franz:
L importante è non cedere al marketing. Umiltà. Non sfruttare la vena
d oro come fanno in troppi. Parlare se si ha da dire qualcosa. Il
film, per esempio, l abbiamo prodotto noi. E non abbiamo visto un
euro. E in tv che sta succedendo? Vince la comicità involontaria dei
reality show? Ale: Se sto mezz ora a osservare la gente per strada,
qualcosa di ridicolo lo trovo per forza. Troppo facile. Franz: Trovo
sane le trasmissioni-scuola, alla Maria De Filippi. Insegnano il
lavoro duro. Che noi abbiamo imparato in 10 anni di Zelig. E i
comici? Chi sono i più forti? Franz: In pochi eguagliano il nostro
maestro Paolo Rossi. Ci piacciono Fiorello e Maurizio Milani.
Benedetto XVI: speravate in un papa «etnico»? Franz: Confesso, sì.
Però Joseph Ratzinger non è male, ha lavorato con Karol Wojtyla, mi
fido. Mi aspetto che sappia dire quando la Chiesa sbaglia. Ale: Spero
che sappia mettere il naso nella questione palestinese. Sembrate dei
perfetti papa boys. Franz: L etichetta è abusata, oggi ci sono pure i
Ciampi boys, chissà i Boys dell Inter come sono imbufaliti. Ma quei
ragazzi fanno capire che in giro non ci sono solo giovani a cui basta
parlare di Vieri, sesso e pasticche. Ale: Ma anche quelli che parlano
di Kakà, di ragazze e di pastigliette per la gola… Siete ragazzi
impegnati. Di quelli che ascoltano solo cantautori. O no? Franz: «Beh
sì, Keith Jarrett, Ivano Fossati, tanto De André. Fossati a dire il
vero non sempre lo capisco. Che cosa state leggendo? Ale:
periodaccio. Franz: periodaccio. Siamo finiti nel tunnel. Sarebbe?
Franz: Leggiamo solo saggi e romanzi sulle bande malavitose della
Milano negli anni Settanta e Ottanta. Ale: Abbiamo sviluppato
dipendenza da personaggi come Angelo Epaminonda e Luciano Lutring, il
solista del mitra. Che rapinava e regalava rose. Franz: E’ la nostra
città, e mentre noi eravamo bambini succedevano cose da film. Le
nostre compagne sono preoccupate, si sentono e dicono: «Ma quei due
parlano di rapine tutto il giorno». Che cosa regalereste a Francesco
Totti per il suo matrimonio del 13 giugno? Franz: La risposta è
raccomandata nel suo volume di barzellette: non un libro perché ne ha
già uno.

 

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