Elio Fiorucci e Hugh Hefner

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Davide Burchiellaro per Panorama (24/05/2001)  ©Mondadori Editore

GURU LIBERTINI: ELIO FIORUCCI E IL RE DI “PLAYBOY” TRA EROS E BUSINESS
Libertà sessuale, Viagra, cybersex, bambole al silicone… Due
rivoluzionari del costume fanno il punto sulla loro eterna
giovinezza. Senza troppe inibizioni.

Uno veste le donne come sexy Barbie, l’ altro si diverte a
spogliarle. Uno è single e devoto a San Faustino, protettore delle
anime sole, l’ altro vive con Tina, Jennifer, Virginie, Michelle,
Stephanie, Adeline e Tiffany, sette fidanzate biondo California che
all’ uopo spupazza dentro una vasca idromassaggio a forma di grotta
preistorica. Uno ha 65 anni e vanta una virilità ancora perfetta, l’
altro ne ha 75 e viaggia con il blister da 8 cp di Viagra 100 nel
doppiopetto blu. Uno è Elio Fiorucci, lo stilista del pop all’
italiana, l’ altro è Hugh “Hef” Hefner, leggendario fondatore di
Playboy e, come ama definirsi, “custode dei sogni del maschio
globale”. Due vecchi amici che hanno in comune quel libertinismo
colto che li rende subito simpatici. Insieme per lanciare in Europa
una linea di abbigliamento ombelicale con il marchio del coniglietto,
Fiorucci e Hefner si sono incontrati a Milano in una giornata di
primavera. E, complici gli ormoni mai sedati, hanno raccontato a
Panorama la loro filosofia. Negli Usa tira una brutta aria per il
porno, il ministro John Ashcroft lancia crociate morali, Hefner
trema? Hefner: “Per così poco? Negli anni Cinquanta il bigottismo
infuriava e io per reazione ho fondato Playboy. E guardi che non è
stato facile per uno come me, figlio di protestanti conservatori e
nipote dei patriarchi puritani del Massachusetts. Funziona così: a
cadenza decennale si liberalizza o si reprime, succede anche in
Italia, no?”. Fiorucci: “Da noi no, la liberazione dei costumi
sessuali è un dato accettato da tutti, non ho mai visto rigurgiti
censori. La politica, poi, è sempre rimasta fuori e la nostra destra
è evoluta”. Hefner: “Tu dici? Eppure ,ho visto che anche in Italia le
pupe portano le gonne lunghe. E tutte le volte che gli orli si
allungano io mi preoccupo”. Che cosa accomuna Hugh Hefner ed Elio
Fiorucci? Hefner: “La lotta contro le convenzioni, contro l’
ipocrisia, la necessità di mandare alle donne di tutto il mondo un
messaggio di liberazione dai vincoli dello stato e della Chiesa,
diffondere l’ idea che la vita non è una valle di lacrime. Io ci
provo con il mio coniglietto che dopo mezzo secolo arriva anche in
Cina, Elio con il suo stile”. Fiorucci: “Vorrei far capire che il
corpo va liberato, che non è colpevole, che le donne sono portatrici
di gioia. E Playboy ha fatto questo per anni senza mai diventare
squallido strumento per voyeur, ma confermandosi un National
Geographic dell’ entertainment. Non a caso da sempre lo trovi nei
salotti dei professionisti più illuminati”. Quanto del vostro
rinnovato entusiasmo erotico è dovuto al Viagra? Hefner: “Trovo che
il Viagra sia la migliore sostanza legale ricreativa del secolo dopo
la pillola anticoncezionale. Lo uso tutti i giorni, perché faccio
sesso tutti i giorni. Da tre anni sto vivendo il più bel periodo
della mia vita, dopo il divorzio ho trovato una generazione di
ragazze pronte a giocare di nuovo con me. Ho riscoperto perfino il
mio romanticismo. Se vi raccontano che la pillola vi fa vedere blu
non credeteci, sono balle. Io vedo rosa, un bel rosa carne”.
Fiorucci: “Io per ora non lo prendo perché, devo dirlo, non ne ho
bisogno. Ma in futuro, perché no? Invece concordo pienamente sulla
grande rivoluzione della pillola anticoncezionale, quella sì che ha
liberato uomini e donne dalle angosce. Mi ricordo quanto era
difficile vivere il sesso con serenità prima di quella provvidenziale
invenzione. Hai ragione, Hugh, è bello che ci siano queste alchimie
ricreative”. Scienza e tecnologia non solo hanno vinto l’ impotenza,
ma hanno portato il cybersesso e le “real doll”, le sexybambole al
silicone: che ne pensate? Hefner: “A me interessa il sesso vero, non
quello virtuale. Tanto più che non ho bisogno di cacciare in rete, ho
sette fidanzate che mi adorano. Quanto alle bambole, le mie sono
sempre state in carne e ossa”. Fiorucci: “Io invece sono un fanatico
di Internet, penso che sia uno strumento perfetto al servizio della
libertà sessuale. Aiuta ad abbattere i confini. E’ vero, quelle
bambole fanno un po’ impressione, ma perché demonizzare ciò che
rimette in moto la sensorialità? Non c’ è nulla di scandaloso.
Figuratevi che durante il Salone del mobile ho esposto in negozio
Jux, un robot con gli occhi azzurri di una donna seducente. Non ci
crederete, ma io mi ci sono affezionato, mi manca quell’ aggeggio.
Sono delle psicoprotesi, computer, telefonini, ci fanno sentire meno
soli”. Ma a caro prezzo… Non è svilente? Fiorucci: “Perché mai, è
un po’  come con le prostitute, un rapporto che si paga è spesso più
onesto e chiarificatore di uno basato sui sentimenti, che, si sa,
scricchiolano”.

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