Chi è Anna Ammirati

Davide Burchiellaro per Panorama 29/01/1999 ©mondadori 

Abbandonato il modello della femmina ipertrofica, il regista erotico
Tinto Brass, con Monella, mette in piedi una pruriginosa storia
ambientata nella provincia padana e dà sfogo alle smanie da lolita di
Anna Ammirati. Giovinetta maliziosa e spavalda sul set come nella
vita, l’ attrice gioca in complicità con il regista: si sbaciucchiano
sotto i riflettori e raccontano di un improbabile incontro-scontro
consumato sul lungotevere della Vittoria a Roma. Lui in macchina lei
in bici, una collisione dai risvolti erotici e poi un provino
barattato al posto di una denuncia. Storiella data in pasto ai media.
Comunque tra fiction e realtà c’è di sicuro l’ intraprendenza
della diciannovenne partenopea che ammette: “Io e la Monella abbiamo
in comune la gioia di vivere e anche la malizia”. Il resto è
spontaneità e verve napoletana ereditata dice dalla mamma,
titolare di un laboratorio di sartoria e oggi prima entusiastica
supporter della figlia: “Sono l’orgoglio di mammà, mi ha fatto
recitare dall’ età di nove anni alla scuola del teatro dialettale
napoletano. Ora è proprio contenta. Imbarazzo per il film di Tinto? E
perchè? Faccio l’ attrice mica la pornostar. Semmai sono le
non-attrici a essere imbarazzate”. E il riferimento al gran rifiuto
di Alba Parietti è esplicito. In ogni caso Ammirati ci tiene a
scansare ogni equivoco: se è vero che la scena clou di Monella la
mostra nuda seduta sul letto impegnata nel gioco del “m’ama non m’ama”
con i peli del pube al posto dei petali di margherita, è
altrettanto vero che il teatro colto rimane la sua passione. “Ho
appena cominciato la tournée di Un amore tratto da Dino Buzzati e
diretto da Giulio Bosetti” dice convinta. Non solo: per lei Tinto
Brass non è inferiore a Federico Fellini e si dichiara una fan del
cinema francese di Louis Malle e Luc Besson. E per smontare ogni
eventuale marchiatura di attricetta osé, descrive le sue notti da
artista bohémienne: “Dipingo fino a tardi”. Niente male per una
grafica pubblicitaria diplomata che ha mollato la facoltà di
psicologia perché si sentiva accerchiata da antipatiche secchione.
Del resto anche il ruolo di sexydiva fatale non le si addice: un
metro e sessantacinque per 50 chili, seno sexy ma minimal e
parlantina inarrestabile secondo lei non rientrano nel phisyque du
role buono per quel genere di film. Insomma il suo stile le impone
spregiudicatezza, ma solo per volare alto. Tanto da arrivare a dire:
“Sogno di lavorare con Jodie Foster. Pur di girare un film con lei ci
andrei anche a letto”. Per ora si accontenta del salto di notorietà
avuto con Brass. Che non la molla un attimo: dalle prime nei cinema
alle serate tabagiste dell’ associazione Sigari & co., dove Anna ha
fatto la sua apparizione protetta dalle manone invadenti del maestro
erotomane. Orchidea all’ orecchio e sigaro cubano tra i denti.

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