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Lavorare in team rende pigri? Che cos’è l’effetto Ringelmann

A proposito di lavorare in team o da soli, oltre alle ciance davanti a una birra, si può forse dire qualcosa di scientifico?  Tale Ringelmann, un agronomo francese, nel 1913, nel tentativo di studiare il problema, prese una corda e chiese a una serie di persone prese singolarmente di fare tiro alla fune uno contro l’altro. Poi a quelle stesse persone chiese di tirare la corda gruppo contro gruppo. Osservò che nei team lo sforzo espresso dei singoli era infinitamente minore alla sfida due a due. L’effetto Ringelmann è chiamato anche “ozio sociale” e descrive la tendenza al calo della produttività individuale nel lavorare in team. E non capita soltanto con il tiro alla fune: è regola anche in aziende come Google e Facebook,…

Letizia Moratti, 100 domande

Davide Burchiellaro per Marie Claire (11/2013)  ©Hearst Marie Claire Italia 2010 100 DOMANDE A LETIZIA MORATTI Il più bel ricordo al Collegio delle Fanciulle? Studiare in giardino. Il giocattolo preferito da bambina? Pinky, una bambola di stoffa con tanti vestiti. Ce l’ho ancora. Ci gioca ancora o l’ha passata alle nipoti? No, alle mie nipoti ho regalato le Pigotte, un segno di attenzione ai bambini del mondo. Un anno senza lavoro o un anno senza amore? Mai stata senza lavoro e neppure senza amore. Naufraga nell’isola deserta, con quale libro? La Bibbia. Ultimo libro letto? Shantaram, di Gregory David Roberts. Una storia di fuga? L’India ha un cuore. Ogni azione è spiritualità. Il film del cuore? La mia Africa. Attore…

Matteo Marzotto, 100 domande

Davide Burchiellaro per Marie Claire (3/2009)  ©Hearst Marie Claire Italia 2009 100 domande al top manager veneto Seduto sul divano gigante nel salotto di mamma Marta in via Appiani a Milano, Matteo Marzotto maneggia nervosamente un iPod Touch. In quella casa-museo, già set vellutato di feste in caftano, bicchierate euforiche e giostre mondane, il top manager tradisce l’insofferenza di un invitato non troppo in linea con le suppellettili. O quella del ragazzino con altro per la testa: «Sono ossessionato da questa faccenda della catalogazione dei brani, l’errore di  iTunes è irreparabile, l’artista e il compositore non sono la stessa cosa. Per la classica è un disastro». Con meno ansia, Marzotto ha appena catalogato i suoi primi 42 anni nel libro…

Diego Della Valle, 100 domande

Davide Burchiellaro per Marie Claire (7/2008)  ©Hearst Marie Claire Italia 2008 100 domande al più internazionale dei provinciali Il primo pensiero al risveglio? Se a casa stanno tutti bene. 54 anni appena compiuti. Quanti se ne sente addosso? Non più di 26. Il più bel ricordo da bambino? Mio padre che viene a prendermi in stazione al ritorno dal Collegio Pascoli di Bologna. Il ricordo più bello da nonno? Mia nipote Maria Giorgia che mi sorride mentre fa colazione. Dov’era nel ’68 e che sigarette fumava? Non fumavo, ero a Bologna, probabilmente al bar. Da Zanarini. Molti miei amici non si sono mossi da quei tavolini. Chi erano i suoi eroi di allora? Mio padre e John Fitzgerald Kennedy Il…